MEMBRO DELLA COMMISSIONE ANTIMAFIA INTERROGA IL NEO GUARDASIGILLI SULLE SOLUZIONI PER CONTRASTARE GLI INGRESSI DI DROGA E TELEFONI IN CARCERE

Come Storie va segnalando da tempo, il reato che prevede da 1 a 4 anni di carcere nei confronti di chi riceve e di chi introduce telefoni nel penitenziario, è largamente ignorata dai soggetti che abitano le celle dei nostri bestiari. Ecco che ora se ne accorge anche la politica, che scrive al ministro Cartabia (a dire il vero lo abbiamo fatto anche noi). Vi lasciamo all’articolo curato da Antimafia 2000.

“L’illecita introduzione della droga e di cellulari destinati ai detenuti è un fenomeno, purtroppo, largamente diffuso nelle carceri italiane e non pare attenuarsi nonostante la previsione di reato di recente introduzione che punisce, con pene severe che vanno da 1 a 4 anni, l’accesso indebito a dispositivi idonei alla comunicazione da parte di soggetti detenuti”. A scriverlo è l’on. Stefania Ascari, membro della Commissione Parlamentare Antimafia, in una interrogazione parlamentare a risposta scritta rivolta al neo Ministro della Giustizia Marta Cartabia. Episodi di questo genere, sottolinea la parlamentare, “se da un lato confermano il grado di maturità raggiunto e le elevate doti professionali del Personale di Polizia Penitenziaria in servizio nelle carceri italiane nel sapere garantire ed assicurare la legalità intercettando tali attività illecite, dall’altro ci impongono, oggi più che mai, una seria riflessione sulle gravi criticità e carenze strutturali e di risorse umani e materiali tuttora sussistenti negli istituti penitenziari”. “Considerato che – osserva Stefania Ascari – da anni, ormai, i colloqui settimanali e la consegna dei pacchi sono diventati “momenti” delicati per le forze dell’ordine, laddove gli agenti si trovano a contrastare l’introduzione di oggetti vietati nei penitenziari; occorre un bilanciamento tra le necessità di sicurezza e il bisogno di trattamento dei detenuti visto le conseguenze negative derivanti dall’introduzione di droga e di telefoni cellulari in un carcere”. Alla luce di tutto ciò secondo la parlamentare “urgono delle soluzioni per dotare tutti gli istituti penitenziari di risorse umane e materiali (tra quest’ultime ad esempio la schermatura delle Sezioni detentive e degli spazi nei quali sono presenti detenuti all’uso dei telefoni cellulari e degli smartphone) per evitare che tali episodi di illegalità si verifichino nuovamente e con tale frequenza, al fine di garantire la sicurezza e la legalità nelle carcer”. “Se il Ministro interrogato, nell’ambito della propria competenza, – chiede Ascari – sia a conoscenza dei fatti sopra esposti, e quali misure ritenga opportuno adottare, anche in accordo con altre istituzioni competenti, per risolvere il problema dell’illecita introduzione della droga e di cellulari destinati ai detenuti al fine di garantire la sicurezza e la legalità nelle carceri”.

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