LA STRANA MORTE DI UN MARESCIALLO DELLA FINANZA….

Un maresciallo della Guardia di Finanza e la moglie sono stati trovati morti nel pomeriggio di oggi, alle 18, nella loro abitazione, a Fiumicino. L’abitazione in via del Portico Placidiano, all’Isola Sacra, dove i due alloggiavano. Sul posto le volanti del Commissariato locale. Stando a una prima ricostruzione effettuata dalla Polizia di Stato si tratterebbe di un caso di omicidio-suicidio: la donna, 42 anni, è stata uccisa da colpi di arma da fuoco sparati dalla stessa pistola con cui il maresciallo, di 52 anni, si è poi ucciso, con un proiettile alla testa. A dare l’allarme una Tenente delle Fiamme Gialle: non vedendo il collega in ufficio, e non riuscendo a contattarlo, è andata a controllare nella sua abitazione. Poi, una volta arrivata nell’appartamento, lo ha trovato senza vita insieme alla sua compagna. L’ufficiale a quel punto ha chiamato immediatamente il 118, ma all’arrivo dell’ambulanza per entrambi non c’era ormai più nulla da fare. Sul caso indagano i poliziotti e gli stessi finanzieri.

Una morte “doppia”, in cui due eventi, l’omicidio ed il suicidio, vanno ad intrecciare un complesso rapporto che imprime un significato che trascende la specificità dei due presi singolarmente e che, se anche comportamenti fenomenologicamente contrari, per gli psicologi-criminologi condividono una stessa matrice, da ricercare nell’aggressività o nel desiderio di eliminare la tensione ad essa sottostante. Il quadro più comune vede un vero e proprio delirio di gelosia, all’interno di una relazione fusionale e simbiotica, spesso definita da abusi e maltrattamenti, dal timore del tradimento e della perdita nei confronti di un oggetto che sfugge ad ogni tentativo di possederlo; in molti casi, alla distruzione dell’oggetto tramite il delitto segue l’auto-annientamento. Assieme alla forma appena descritta, la cronaca è spesso impegnata nella narrazione di fatti di omicidio-suicidio “tra coniugi”, in cui un calderone di sentimenti, tra senso di impotenza di fronte ad una grave malattia, senso di fallimento in seguito a problemi economici o sociali, uno stato depressivo, possono far si che la coppia premediti la fine congiunta delle proprie vite o che si inneschi l’impulso omicida seguito dal suicidio del partner che l’ha commesso. Anche in questo caso la relazione molto spesso ha qualità simbiotiche o di forte senso di responsabilità nei confronti del partner più fragile. Nonostante negli ultimi decenni si sia assistito ad un notevole aumento del fenomeno, i casi di omicidio-suicidio sono fortunatamente rari, rispetto a forme meno estreme di violenza domestica e abusi.

Lascia un commento