TOC TOC MINISTRA CARTABIA, LO SA CHE LE AGGRESSIONI ALLA POLIZIA PENITENZIARIA SONO IN COSTANTE AUMENTO?

Se va avanti così, bisognerà diramare un avviso di ricerca ministra scomparsa, visto che dalle mura di via Arenula a Roma non esce neanche una flebile voce di sostegno ai poliziotti massacrati dai detenuti, a quanto pare più “interessanti” di quei disgraziati in uniforme nella prima linea di questa schifosa guerra con i criminali detenuti nelle carceri del Paese. Nella speranza che la signora ministra esca dai velluti del ministero e faccia sapere che intenzioni abbia in tal guisa, andiamo avanti a registrare aggressioni su aggressioni.

Ennesimo episodio stavolta ai danni di ben tre colleghi, uno dei quali trasportato in ospedale per una considerevole frattura, in servizio nella Casa Circondariale di Vasto. Certe notti, direbbe qualcuno. Insomma, come descrivere il modo di vivere e interpretare la notte da parte del poliziotto penitenziario e le notti passate in giro lungo le sezioni e le rotonde. A Vasto in una certa notte tre poliziotti penitenziari si sono recati nella cella di un detenuto, già noto per la sua allergia a regole e ordine, nonché soggetto con problematiche psichiatriche e di tossicodipendenze. Nell’aria c’era odore di gas. Entrano nella cella, tentano di dialogare e comunicare con l’Utente birichino, ma vengono aggrediti. Ma quale dialogo, quale comunicazione.

Negli USA, dove oltretutto non è consentito di tenere in cella le bombolette di gas da campeggio, perché lì i detenuti possono utilizzare solo la mensa a loro riservata, sarebbe andata in altro modo. Mettiamo che fosse avvenuta la medesima situazione. Allarme e intervento delle squadre di “recupero” detenuti infami, i C.E.R.T., ovvero una squadra di risposta alle emergenze correzionali (abbreviato CERT o CRT), team di agenti penitenziari appositamente addestrati incaricati di rispondere a disordini, rivolte, estrazioni di celle, perquisizioni di massa o altre situazioni nelle carceri che potrebbero coinvolgere prigionieri non cooperativi o violenti. Il resto lo potete immaginare. Detenuto sedato, legato ad una sedia speciale di contenimento, cella di isolamento ad libitum. Invece a Vasto i nostri sono andati al pronto soccorso, uno dei quali con una diagnosi di rottura della regione femorale. Signora Ministra Cartabia è questo che Lei intende per dialogo e trattamento umano e dignitoso del detenuto? E dei poliziotti che pensa? Lo sa che esiste anche la polizia penitenziaria?

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