SEMPRE, SEMPRE, SEMPRE TELEFONINI, IN BARBA ALL’ARTICOLO 391 TER C.P.

Se ne fottono, aggirano divieti, commettono illeciti anche “rinchiusi” in carcere. Eccoli, con sommo gaudio di Marta Cartabia e Mauro Palma, i “poveri” detenuti. Che adorano il Dio cellulare. Di fronte al quale sono pronti a commettere la qualunque. E il 391 per loro è forse una linea di bus, non certo una norma di legge. E allora via alle telefonate clandestine, agli ordini impartiti all’esterno ai compagni di “merende” che ancora operano in libertà. Naturalmente l’amministrazione penitenziaria, governata dai soliti Pilati, si crogiola nel più assoluto menefreghismo evitando di “SCHERMARE” i penitenziari, bloccando così l’uso indebito e illecito di telefonia mobile. Chissà perché. Nel frattempo i colleghi del Castrogno di Teramo all’alba di questa mattina hanno compiuto una operazione di servizio che ha portato al rinvenimento e sequestro di tre micro cellulari di diverso tipo, tutti funzionanti e con schede sim attive. Messe al setaccio gli ambienti e gli spazi detentivi in comune della sezione del circuito “media sicurezza”. I nostri hanno trovato all’interno di due stanze detentive i cellulari. Gli “inquilini” o come piace ai garantisti “utenti” (ma de che?), due italiani e un sudamericano sono stati denunciati all’Autorità Giudiziaria. Capirai, quanto gliene frega ai detenuti…..magari poi applicano il minimo della pena (come di solito avviene nell’italica giustizia), graziando i delinquenti che gongolano e continuano ad introdurre i telefoni. Ma forse anche in questo caso c’entra l’art.27 della Costituzione?

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