STORIA DI UN COGLIONE CON IL PALLINO DELLO SPACCIO DI DROGA….

Dovrà rispondere del reato di evasione, pagare diverse sanzioni per le infrazioni commesse durante il tentativo di fuga e gli sarà ritirata la patente. Questo quanto ha rimediato il solito immigrato, messo agli arresti domiciliari per reati legati allo spaccio di droga.

Marocchino, in regola col permesso di soggiorno, anzichè trovarsi a casa sua, stava viaggiando a bordo della sua auto, quando è incappato in una pattuglia dei Carabinieri, che gli hanno intimato l’alt. Anzichè fermarsi ha fatto testa coda e iniziato una fuga, attraversando incroci col semaforo rosso e compiendo varie manovre pericolose, sempre tallonato dai militari, che a un certo punto lo hanno raggiunto. Con sé aveva un grammo di cocaina. Per il momento è stato rimesso ai domiciliari. Ci resterà, scapperà di nuovo? Sappiamo bene che la valutazione di lieve entità del fatto espressa dal giudice in sede di convalida dell’arresto per il delitto di evasione (dagli arresti domiciliari) non impedisce al giudice che ha geneticamente disposto la restrizione domiciliare di aggravarla, ex art. 276, comma 1-ter, c.p.p., con quella in carcere ritenendo quella stessa violazione, al contrario, grave. Ma in questo caso non è andata così. Gli arresti domiciliari rientrano tra le misure cautelari personali di tipo custodiale e si distinguono dalla custodia in carcere per la minore afflittività – legata al fatto che la restrizione assoluta della libertà di movimento avviene al di fuori di un istituto di pena – e perché presuppongono una certa collaborazione da parte del soggetto sottoposto, non essendo previsto il piantonamento costante del domicilio.

Tanto vale a giustificare il motivo per cui, nella scala gradata delle misure cautelari personali, gli arresti domiciliari occupino un gradino più basso rispetto alla carcerazione preventiva e perché, accanto alla generale equiparazione tra le misure custodiali prevista dall’art. 284, comma 5, c.p.p., siano previsti tratti di differenziazione tra la disciplina della custodia in carcere e quella degli arresti domiciliari. Ma in questo non sarebbe stato meglio portare in carcere questo marocchino spacciatore?

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